Alla storia passa chi ha vinto, non chi non c’era!

Il fatto che a Los Angeles mancasse un blocco di atleti forti, molto forti, ha certamente creato uno squilibrio tra un’Olimpiade e quella successiva. Però io sono dell’avviso che, in questi momenti, il torto è di chi non c’è. Alla fine, alla storia passa chi ha vinto, non chi non c’era. Vincere un’Olimpiade in cinque o in dieci, se i migliori non ci sono, sono solo cavoli loro. Per me Vincenzo ha vinto in maniera legittima, perché ha fatto il percorso più difficile, trovando tutti gli avversari più accreditati, naturalmente di quelli che erano presenti. Bora era un avversario ancora estremamente ostile per lui. Ha fatto quello che doveva fare. La finale con Scherer è stata l’esempio della sua superiorità. Poi, per quelli che contro di lui covavano astio, ci sarebbe potuto essere anche l’universo, avrebbero trovato lo stesso il modo per criticarlo. L’Olimpiade americana è stata codificata come le altre e quella medaglia d’oro ha un valore esattamente uguale a tutte le altre della storia.

(tratto da Cuore di Pollicno di Andrea Bacci, Limina editore)

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1 Commento:
salvo ha scritto:

miticooooooooooooooo insime a valguarnera

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