La lotta, una valvola di sfogo

Credo che il giovane Maenza avesse trovato nella palestra il modo per scaricare i suoi problemi. Lui ha vissuto con la nonna ed è stato curato come un ragazzo normale, non credo che abbia patito molto. Però penso soprattutto che il merito sia stato quello di andare in palestra molto presto e di iniziare a vincere perché la passione prende piede se c’è anche un riscontro nelle gare. Già da giovanissimo, attraverso il mondo dello sport e della lotta in particolare, ha trovato un mezzo per affermarsi, una grandissima valvola di sfogo, per superare tutti i problemi che aveva avuto, in una età, 10-12 anni, in cui ha avvertito di più l’assenza della madre naturale. Allenarsi, prepararsi alle gare, disputare tornei lo ha tenuto anche mentalmente occupato in un’età cruciale che può diventare delicatissima per un ragazzo con dei problemi come aveva lui.

(tratto da Cuore di Pollicno di Andrea Bacci, Limina editore)

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