Non era spavalderia la sua, ma consapevolezza della propria preparazione!

Ho vissuto in casa di Vincenzo sia la vigilia sia i momenti decisivi. Non avevo dubbi che ce l’avrebbe fatta, perché lo conosco bene. Si era preparato con coscienza, me l’aveva detto anche poche ore prima della gara finale. Non era spavalderia la sua, ma consapevolezza della propria preparazione. Da tempo aspettava la grande occasione e non se l’è lasciata sfuggire. Ci siamo conosciuti dieci anni fa da ragazzini, frequentavamo la stessa palestra, al palazzo dello sport. Si può dire che siamo cresciuti insieme tra un esercizio e l’altro. Siamo fidanzati da quattro anni. Quando stiamo insieme stiamo in casa, ascoltiamo musica, lui è un patito di romanzi gialli e fumetti. Usciamo poco, perché Vincenzo non ama i locali affollati e non gli va di essere riconosciuto. Vincenzo è fatto così. È serio, gentile, fin troppo schivo, ma quando è in gara tira fuori una grinta e una forza insospettabili. Credo che il matrimonio sia prematuro. Forse proprio l’oro olimpico ha allontanato il nostro progetto, tant’è che Vincenzo ha dichiarato pubblicamente che potremo sposarci tra quattro anni, cioè dopo le prossime Olimpiadi di Seul. Questo mi dispiace, ma d’altronde è bene che Vincenzo prenda le proprie decisioni in massima li bertà. L’importante è volersi bene, e stare insieme.

(tratto da Cuore di Pollicno di Andrea Bacci, Limina editore)

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