Un cavallo purosangue

Avere un “feeling” personale con Vincenzo non era una cosa facile, per il suo carattere estroso, ma talvolta più riflessivo, a volte un po’ contraddittoria. Un vero cavallo purosangue, che corre bene, da fenomeno, poi, dopo la corsa, ti avvicini per accarezzarlo e, per un istante, ti può anche mordere la mano. Vincenzo era più umorale, più nevrile. Nella maggior parte del tempo un compagnone, poi cedeva un po’. Credo che anche la sua situazione familiare non lo aiutasse a stare tranquillo fino in fondo. Non ha mai avuto atteggiamenti da prima donna rispetto ai compagni, non si è mai dato importanza rispetto agli altri, anche se, con la stampa e i mass media, della lotta italiana si conosceva solo luí e non altri. Giovanni Schillaci, che nella lotta libera ha vinto un Europeo ed è stato secondo a un Mondiale, non lo conosceva nessuno, arrivava lui e tutti lo conoscevano. Vincenzo certo chiedeva che lo si seguisse con un po’ di considerazione in più, ma questo era un premio che si era guadagnato e che meritava, non era una richiesta priva di fondamento.

(tratto da Cuore di Pollicno di Andrea Bacci, Limina editore)

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